Ci sono cose che a volte ci sfuggono. Non riusciamo a coglierle nella loro totalità perchè le sentiamo pronunciate dagli altri. Sono voci distanti , un aggrovigliato insieme di parole dette in modo spropositato e frivolo. Ed è proprio di questo che si nutre il nostro mondo cioè di frasi inutili scontate e banali. Ma esiste qualcosa di più. Non ci sono solo vetri opachi e grigi che ottenebrano i nostri pensieri , al di là c’è altro. Ci sono nuovi orizzonti, vetri brillanti, stanze diverse. Ci sono realtà che sono visibili, certe, chiare, distinte ma noi ci soffermiamo solo sulla soglia dell’apparenza senza procedere oltre. Per capirle e comprenderle bisogna esserci dentro con il cuore, con la creatività e con la testa. Per sondarle , conoscerle non devono essere immediatamente giudicate bensì osservate attentamente.
E Così è stato poco tempo fa quando ritornai, dopo anni , a partecipare al concerto di Natale del Centro Giovanile. Ricordo ancora il primo giorno in cui il C.G. aprì le porte ai giovani di Costabissara.: il sole caldo che accarezzava la pelle, Il cielo limpido, sorrisi , risate, giochi scherzi e poi io ed i miei amici che entrammo nella bella stanza tutta addobbata a festa. - Tenete prendete un pastello colorato e scrivete quello che volete sul muro- disse l’animatrice accogliendoci allegramente. Non ci potevamo credere. Scrivere su un muro? Noi? Decidemmo il posto in cui il nostro nome avrebbe troneggiato imponendosi alla vista del pubblico. Presi il mio colore e scrissi a caratteri cubitali “JADER” vicino all’entrata. Purtroppo in seguito la mia bella scritta fu nascosta da un armadio che misero proprio lì. Che peccato. Ma andava bene lo stesso l’importante era esserci quel giorno tutti insieme. Ed ancora la stessa cosa si è ripetuta al Concerto di Natale di quest’anno.
Volevo far parte anch’io della nuova squadra, vivere minuto per minuto ansie, litigi, discussioni. Volevo cercare, scrutare, conoscere quei ragazzi. Volevo ritornare all’origine dei miei ricordi proprio parlando con loro, entrando, mai con superbia, nelle loro vite tentando di allargare i miei orizzonti di comprensione. Un orizzonte che si è rivelato in continua espansione , un procedere per gradi, un arricchimento passo passo verso un ignoto che non fa paura ma è ricco di umanità. Partecipare ad un progetto, in particolar modo a quel concerto, è stato un modo efficace di Esserci, di prendere parola, di far riflettere i ragazzi su un tema che potrebbe sembrare inattuale ma che oggi più che mai si sorregge a fatica su gambe stanche, malferme e doloranti: il coraggio di sognare. Il sogno ad occhi aperti è lecito per tutti ma averne solo il coraggio e crederci è cosa finora da pochi. Non vogliono essere un elogio alla superbia queste mie parole ma semplicemente uno spunto per far riflettere perchè l’esercizio del pensare costa enorme fatica. Una fatica che però può avere i suoi frutti . È da qui che nascono , germogliano i piccoli sogni come il Concerto di Natale. Piccoli sogni che, se poggiano su basi solide, possono poi portare ad un livello superiore come ad una manifestazione benefica per esempio. Ed i sogni si saziano e si nutrono di CREATIVITA’ che produce idee nuove ed innovative. E’ la forza creatrice che muove il mondo , cambia la mentalità, porta aria fresca di stupore e di incredulità. Una creatività esplosiva applicata subito ed immediatamente dai ragazzi del CG. Una vena artistica che si è raffinata e perfezionata nella sala prove , luogo sacro per le Rock Band, nel pannello colorato con le bombolette spray, nelle coreografie di ballo,nel beat box coinvolgente, nelle voci dei numerosi cantanti che si sono succeduti sul palco del piccolo teatro. E poi la magia del concerto, i momenti dell’attesa, l’ansia che si percepisce, l’adrenalina nelle vene e la tensione che fa muovere involontariamente le mani. E ancora nei camerini, parolacce, litigi, abbracci . Un pulviscolo di sensazioni racchiuse in un piccolo stanzino. E i baci appassionati fidanzate che , agitate , raccomandavano agli altri di non applaudire dopo la prima canzone i loro fidanzati perchè altrimenti si sarebbero agitati.
Un mondo, il teatro, racchiuso in se stesso in cui Amore, Odio, Passione, Rabbia, Grinta coesistono in perfetta armonia formando una miscela esplosiva di energia e di voglia di vivere.
Ora anch’io, dopo essere stato travolto da quelle sensazioni irripetibili e indimenticabili, ad un attento esame razionale mi sono reso conto che nulla è cambiato. Le generazioni al CG si sono succedute, i volti sono diversi ma lo Spirito non potrà mai cancellarsi. La fiamma ardente che brucia, scoppiettante d’adrenalina, folgorante che accende le menti e ottunde la ragione esiste ancora. L’energia, il chiasso incredibile, le urla degli animatori sopravvivono ancora. E le battute mordaci , le frasi divertenti non moriranno mai finchè la nostra gioventù per fortuna popolerà il mondo.
Jader 
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